La poesia di Andrea Zanzotto nella scuola

Ritratti e personaggi nella poesia di Zanzotto

SCUOLA

Premessa

Ripartiamo ancora dal poeta Andrea Zanzotto che ha lasciato tracce profonde della sua parola nella storia del nostro territorio, vissuto ed elaborato nei molteplici aspetti; geografico, paesaggistico, storico, sociale. Affinché le sue intuizioni ed i suoi moniti non si perdano nell’oblio è bene raccogliere e ravvivare, nella nostra contemporaneità, il significato pedagogico del suo insegnamento. Quello della pedagogia è stato un tema caro a Zanzotto, che per tutta la vita ha svolto il compito dell’insegnante come una missione, considerandola simile, se non alla pari con quella poetica. Fino alla sua tarda età accoglieva la visita di studenti che si avvicinavano per motivi di studio oppure alla ricerca dell’incontro umano che, dopo aver letto l’opera, diveniva necessario. E ancora, invitato da qualche docente, accettava volentieri di recarsi presso le scuole del Quartier del Piave, ed anche oltre, rapportandosi con naturale vicinanza agli studenti di ogni ordine e grado; occasioni preziose e memorabili per vivere contestualmente la conoscenza della sua poesia e della sua persona. In modo esplicito, a partire dalla raccolta Pasque, incontriamo il tema nella prima sezione intitolata «Misteri della pedagogia» dove compare la figura della «maestra Morchet» come emblema di una vecchia pedagogia inadatta ad educare le nuove generazioni. Non viene meno, tuttavia, la componente del mistero che, malgrado il metodo antiquato e la scarsa empatia dell’insegante nella relazione con l’allievo, non smette di elargire semine fruttuose e inaspettate.

Della stessa potenzialità si servono il bambino ed il poeta, di quel sentimento di stupore per il quale poesia ed infanzia si accomunano.

Citando il nostro poeta:

«E sarà il caso anche di continuare a concedere un po’ di senso a una ricerca poetica che conti sempre meglio per i bambini, che conti grazie a essi, e tenga presente che essi attendono qualche cosa ma che soprattutto danno qualche cosa, di impensabilmente nuovo, per il solo fatto di esserci. Il bambino sta già nel futuro, sarà altro da ciò che noi siamo: per questo, solo che lo si voglia ascoltare, egli è sempre un Gesù tra i dottori» da «Infanzie, poesie, scuoletta».

Giunto alla sua seconda edizione, il laboratorio “La poesia di Andrea Zanzotto nella scuola” avrà quest’anno come tema i personaggi che il poeta ha evocato e delineato nei suoi testi.

Dalle Profezie di Nino Mura, presenti in La Beltà e in Idioma, alla Nene di Idioma; dalla Maestra Morchet dei Misteri della pedagogia in Pasque, alla Pina dei giornai in Idioma, fino alla Urora dei buzolà. Senza dimenticare la mitica Teresa di Meteo e, perché no, anche la madame Vestita di rosso. Attraverso queste figure, Andrea Zanzotto ci invita a rivivere le presenze e le voci di personaggi che hanno abitato la Cal Santa.

Al Fondaco del Gusto la mostra sulla poesia di Zanzotto vista dai bambini

Si inaugura sabato 18 aprile alle ore 17, nel Fondaco del Gusto di Pieve di Soligo, la mostraPersonaggi in dialogo nella poesia di Zanzotto“, che raccoglie i lavori realizzati dagli alunni della scuola primaria “Andrea Zanzotto”.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 19 aprile al 3 maggio, negli orari IAT: dal martedì al sabato 9.30 – 12.30 e 14 – 17; domenica e festivi ore 9.30 – 12.30.

La mostra presenta una carrellata degli elaborati nati dai laboratori didattici dedicati alla poesia di Andrea Zanzotto, con particolare attenzione ai personaggi evocati nei suoi testi. Hanno partecipato al progetto 10 classi, dalla prima alla quinta, per un totale di oltre 180 alunni, guidati da Maura Nadalin e Nerella Barazzuol in collaborazione con Rosanna Mutton e Giuliana De Vecchi.

I lavori sono il risultato del laboratorio “La poesia di Andrea Zanzotto nella scuola”, giunto alla seconda edizione. Il percorso ha esplorato alcune figure emblematiche dell’opera zanzottiana – dalle Profezie di Nino Mura alla Nene, dalla Maestra Morchet alla Pina dei giornai, fino alla Urora dei buzolà, senza dimenticare Teresa di Meteo e la “Madame vestita di rosso” – che restituiscono voci e presenze legate al territorio della Cal Santa.

Nel lavoro in classe, gli alunni hanno interpretato i personaggi attraverso attività sia individuali sia collettive: partendo dai testi poetici, hanno individuato tratti e ambientazioni, traducendoli in immagini. In alcuni casi sono stati realizzati elaborati corali, in altri ogni studente ha prodotto un’opera personale, sperimentando anche la tecnica del monotipo. Il percorso si è concluso con la creazione di tavole illustrate arricchite da elementi e dettagli suggeriti dalle poesie.

“Queste sono occasioni preziose per gli studenti per conoscere la poetica di Zanzotto e scoprire attraverso la sua poesia il nostro territorio vissuto ed elaborato nei molteplici aspetti; geografico, paesaggistico, storico, sociale – afferma Eleonora Sech, assessore alla Cultura -. Affinché le sue intuizioni ed i suoi moniti non si perdano nell’oblio è bene raccogliere e ravvivare, nella nostra contemporaneità, il significato pedagogico del suo insegnamento”.

L’iniziativa è promossa e sostenuta dall’Amministrazione Comunale di Pieve di Soligo in collaborazione con il Parco Letterario “I Luoghi di Zanzotto”, nell’ambito del progetto “Valorizzazione e promozione turistica del sito UNESCO delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” (Ministero del Turismo, Comune capofila Pieve di Soligo, CUP: I65J22000000001).

Il Comune ringrazia per la collaborazione l’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene.