Zanzotto-Zambon

Il fatto che il male esista mi angustia. Carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon (1937–1947)

INIZIATIVE

Presentazione del libro Il fatto che il male esista mi angustia.

Carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon (1937–1947)

Venerdì 16 gennaio alle ore 20.30, presso l’Auditorium “Battistella-Moccia” di Pieve di Soligo, si terrà la presentazione del libro Il fatto che il male esista mi angustia, curato da Silvia Volpato e Giovanni Zanzotto, edito da Molesini Editore Venezia. L’opera raccoglie e ricostruisce il carteggio giovanile tra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon, amico d’infanzia e interlocutore privilegiato del poeta negli anni della formazione. Le lettere restituiscono un dialogo intenso e sincero, che mette a confronto la ricerca spirituale e artistica di Zanzotto con la solida formazione scientifica e umana di Zambon, offrendo un ritratto incrociato di due personalità profondamente legate dal comune paesaggio e dall’esperienza storica del tempo. Il volume include anche una poesia inedita di Zanzotto dedicata a Zambon. Introduce e modera Gian Mario Villalta. Intervengono Giovanna Frene, Andrea Molesini, Silvia Volpato, Giovanni Zanzotto.

Ingresso libero

Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo 1921 – Conegliano 2011) è una figura centrale della poesia contemporanea, non solo italiana. Esordì nel 1951 con Dietro il paesaggio, cui seguirono numerosi altri volumi di poesia. Tra i più importanti e famosi Vocativo, IX Ecloghe, La beltà, Il Galateo in bosco, Filò: tutte le sue poesie sono raccolte nel volume dei Meridiani Mondadori Le poesie e prose scelte (1999) e nell’Oscar Tutte le poesie (2011). È autore anche di racconti, di traduzioni e di saggi (in gran parte riuniti, questi ultimi, nei due volumi Mondadori Scritti sulla letteratura, 2001).

Attilio Zambon (Possagno 1917 – Treviso 1991) si trasferì da piccolo con la famiglia a Pieve di Soligo, dove visse fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, stringendo una profonda e duratura amicizia con Andrea Zanzotto. Si laureò in Matematica e Fisica all’Università di Padova con Giuseppe Zwirner. Dopo la fine della guerra, durante la quale fu fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in vari campi di concentramento, trasferitosi a Venezia con la famiglia insegnò Matematica e Fisica nei licei e terminò la sua carriera come preside. Fu anche autore di un saggio sui Contributi della matematica ad una teoria unitaria dei fenomeni fisici e biologici (1962), dedicato al matematico Luigi Fantappiè.